Iniziative stimolanti infinitamente inutili

martedì 30 dicembre 2008

Chi semina desiderio raccoglie oppressione


Marx cambia completamente la mia visione del mondo. Ma per capire Marx, e per capire che ha torto, bisogna leggere Biancaneve e i Sette Nani. E' lo zoccolo antropologico sul quale si erigeranno tutte le esortazioni per un mondo migliore e sul quale è imperniata una certezza capitale: gli uomini che si dannano dietro ai desideri, dovrebbero attenersi invece ai propri bisogni. Solo in un mondo in cui la forza malvagia del desiderio di Cenerentoliana memoria verrà imbavagliata potrà nascere un servizio d'incrocio domanda offerta, purificato dalle lotte, dalle oppressioni e dalle gerarchie.

Ma è con Marx che si arriva ad un pensiero scientifico, come noto il valore di una merce si forma all’incrocio tra domanda e offerta e Marx individua lo snodo cruciale nel fatto che la merce vale per il valore che incorpora come ore lavoro: il capitalista quindi si appropria del plusvalore. Il tema è come lavoratore si debba organizzare per riprendere il plusvalore.

Ora però anche il lavoro è una merce e il il ragionamento appena espresso non sta più in piedi.

Forse era meglio citare la Bella Addormentata nel bosco.

martedì 16 dicembre 2008

Ho vinto il concorso di figlia segreta di Paperoga!



Figlio di Lulubelle Loon e di Eider Duck, è un papero decisamente dinamico. Grande studioso, al pari di Pico de Paperis, da questi si differenzia soprattutto per il metodo: confusionario e basato soprattutto sulla manualistica spicciola e sui corsi per corrispondenza, riprendendo e anzi esaltando all'ennesima potenza alcuni aspetti della personalità di Pippo.
Sempre vestito con maglione e cappello rosso, è uno dei pochi paperi a presentare una capigliatura lunga e disordinata, in contrasto con il cugino Gastone. Sua vittima preferita resta sempre e comunque il povero Paperino e il suo gatto Malachia, che in alcune storie recenti apparse su Topolino è il nome del gatto di Paperoga. Paperoga possiede anche un cane, chiamato Arcibaldo.
Al suo esordio Paperoga dimostra sin da subito di essere un papero girovago, curioso e decisamente esplosivo.
Il suo pallino del momento è lo yoga (ed è per questo che l’autore italiano decise di chiamarlo Paperoga, contrazione di papero yoga) e cerca in tutti i modi di inculcare questa disciplina al povero Paperino e all'incolpevole Malachia, che esordisce proprio con il dinamico papero di rosso vestito. La sua mania per la conoscenza e la manualistica lo avvicina, come detto, a Pico de Paperis, presente in questa sua prima uscita, tanto che nel finale, di fronte ad un Paperino contrariato, i due iniziano a parlare di incrocio domanda/ offerta come se entrambi fossero due grandissimi esperti.

venerdì 5 dicembre 2008

TEORIA E PRATICA


Dirò poche cose perché eccellenti autori hanno già eccellentemente parlato e non vi è più nessuno da convincere.
La Storia verrà distrutta da ciò che essa stesa ha accumulato come ostacoli.
Credono di comprendere globalmente la globalità, affettivamente l’affettività e irrazionalmente l’irrazionale, in modo tale che il loro metodo consiste nel non averne.
Siccome è difficile attenersi a semplici constatazioni, poiché non è possibile sfuggire al demone della spiegazione, ciò che la teoria non può dire lo impone una delle ideologie regnanti. Dopo aver veramente stimolato la ricerca, il gruppo sociale interessato la corrompe.
Conosciamo già nelle sue prime tappe il cammino da seguire e che non bisogna troppo ipotecare l’itinerario futuro, le sue svolte, le sue scorciatoie e neppure la natura esatta dell’obiettivo. Non affrettarsi, non raccontarsi storielle cammin facendo, non barare.
Essere umile e audace flessibile e tenace.
La realtà si confonde con lo strumento che la coglie e i problemi non si risolvono mai con la logica che li ha creati.