Iniziative stimolanti infinitamente inutili

venerdì 27 febbraio 2009

COPIONE DI CAMOMILLA PAZZA



SENSAZIONI:

“Mi sento molto imbrogliata”

“Mi sento molto stretta”

“Intrappolata”

EMOZIONI:

- Paura di far quel che le viene chiesto e di essere responsabile dei litigi dei colleghi >>>>> senso di colpa.

- Paura che il Capo si arrabbi e la picchi

- Delusione, disillusione perché nessuno dei suoi colleghi mantiene le promesse fattele

Rabbia per essere stata tradita dai colleghi.

CONVINZIONI:

(Posizioni di vita)

- Non mi fido di nessuno >>>>> “Io non sono OK, tu non sei OK”

-Scelta di situazioni in cui essere messa in mezzo

-Ai colleghi non importa niente di lei, non è importante per loro.

SOLUZIONE:

(Di copione)

“Non dirò più niente” ai colleghi per non farsi mettere in mezzo

DECISIONE:

(di copione)

Non dirò mai più niente, non mi fiderò più di nessuno

CONCLUSIONE:

(di copione)

Non posso dire niente ai colleghi perché litigano e mi mettono in mezzo

TIPO DI COPIONE:

Perdente. Non realizza l’obiettivo dichiarato. Continua a farsi mettere in mezzo scontentando tutti e soprattutto lei.

BISOGNI:

Di essere bambina

Di fidarsi

Di non essere tradita

lunedì 23 febbraio 2009

Con Marco Carta da Culo che vince Sanremo un altro Svantaggiato sistemato


Il mio artista preferito, lui che mi ha fatto ringiovanire, lui che sa parlare al mio cuore: Marco Carta. Eccolo in tutto il suo splendore, bello, bellissimo, elegante come si conviene ad una manifestazione così importare, lui che inizia realizzare un altro grande sogno, cantare tra i grandi in quel di Sanremo. Il mio cuore sobbalza, trattengo il respiro, non riesco a spiccicare parole. A casa mia c'è un silenzio irreale (di solito non siamo silenziosi), e lì in mezzo a quel palco bellissimo, ad un'orchestra fantastica il mio... il nostro Marcolino inizia a cantare. La sua voce si diffonde in quel teatro dapprima timida, quasi sottovoce, poi sempre più sicura sempre più potente, sempre più graffiata, e va... va... tocca tutte le corde del cuore, è bella, proprio bella, e Marco è grande. Il nostro grande artista ha spiccato il volo, ha vinto l'emozione, ha cantato da favola. È diventato grande! All'improvviso la tensione accumulata durante tutta la sera si scioglie, sono felice, tranquilla.

martedì 10 febbraio 2009

Senza Titolo

A volte c'è chi si mette a fare battaglie mettendo in gioco se stesso e i suoi sentimenti per coloro che seguiranno. Mi piacerebbe vivere in un paese diverso, dove cose come quella della famiglia Englaro siano trattate, come dovrebbe essere, secondo coscienza di ognuno. Senza diventare la solita, schifosa, scusa per fare un po' di lotta politica... magari in televisione. Senza fare la corsa a chi è più mangiaparticole.
Questa società, che ci considera dei deficienti che vanno guidati, corretti, controllati, indirizzati ma non pratica e insegna più il rispetto delle persone in quanto tali, con i loro pregi e difetti, capaci di decidere mi fa schifo.
E da genitore lasciamo perdere il dolore che suscita anche solo pensare ad una cosa del genere.

lunedì 2 febbraio 2009

Io. Donna Manager vi trascorrono in media 80 minuti al giorno


C'era una volta il bagno, o il gabinetto, o la toilette, o come si preferisce chiamare quel luogo della casa o dell'appartamento dove si andava (quando ho smesso di andare nella baracca in cortile ) armati al massimo del giornale o di un libro non troppo voluminoso, per farsi gli affari propri. Il tempo della funzionalità igienica, con piccole indulgenze di lettura, è stato ucciso da una delle più micidiali epidemie scatenate dalla modernità, il "multitasking", che tradotto vuol dire semplicemente fare più cose contemporaneamente. Dietro quella porta chiusa, o aperta, o trasparente, faccio di tutto e non pensate male. Nell'ossessione di non sprecare neppure un minuto in attività banali e improduttive come lavarsi la faccia o tirare lo sciacquone, in bagno leggo la posta elettronica, ascolto musica dall'iPod, parlo al telefonino, guardo la tv, leggo, e non è chiaro quale delle sei o sette mani delle quali sono dotata da madre natura adopero per lavarmi i denti o asciugarmi la faccia. L'88 per cento delle volte che vado in bagno utilizzo qualche arnese elettronico in bagno o al gabinetto, e non mi riferisco allo spazzolino computerizzato a multivelocità antiplacca e gengivite. Una su tre ricevo o faccio telefonate, probabilmente evitando di spiegare all'interlocutore da dove chiami. Una su quattro guardo la tv, mentre consulto la posta sul portatile o sull'odioso palmare. Io consumo in media 80 minuti al giorno, un'ora e venti, in bagno, contro i trenta minuti medi di mio marito, una differenza di quasi un'ora che non si giustifica soltanto con la seccatura del farsi e rifarsi la faccia o di lavarsi i capelli. Io ammetto apertamente di farlo per riconquistare un'isola di tranquillità, un'oasi nel mare in tempesta di famiglie, soggetti svantaggiati, incroci domanda offerta, arroccandosi dietro il fatto che neppure oggi si osa davvero disturbare l’operatrice quando è chiusa in bagno. Dunque non esiste una maniera politicamente corretta di sistemare il rotolo, di gettare la carta o di utilizzare il bagno e il gabinetto. L'essenziale è non confondersi di mani, nel furioso "multitasking" di attività diverse che ci travolgono. Sarebbe spiacevole gettare nella tazza l'iPod e cercare di pulirsi con il telefonino.