Iniziative stimolanti infinitamente inutili

venerdì 25 settembre 2009

Attività antiossidante del limoncello



L’invecchiamento della pelle è un evento biologico geneticamente determinato, espressione di un danno intrinseco, dovuto all’età e di un danno estrinseco, legato a fattori ambientali che si sovrappone al precedente nelle aree fotoesposte. L’invecchiamento fotoindotto e ambientale è determinato principalmente dall’esposizione alla radiazione solare, ma non si può trascurare il fumo, l’inquinamento e le sostanze chimiche. Un elemento potenzialmente tossico è l’ossigeno.
Si possono formare anche altri radicali liberi. Solitamente, i radicali liberi sono intermedi di reazione ad elevato contenuto energetico, estremamente reattivi e a vita breve, ma capaci di esistenza indipendente.
Le cellule hanno tuttavia sviluppato una serie di meccanismi di difesa dal danno ossidativo che si basano su sistemi enzimatici (superossido dismutasi, catalasi, glutatione perossidasi) definiti antiossidanti primari, o su scavenger non enzimatici di basso peso molecolare in grado di bloccare i radicali liberi (glutatione, vitamina E, vitamina C, carotenoidi, catechine) definiti antiossidanti secondari.
La prevenzione dell’invecchiamento e della conseguente invalidità psicofisica costituisce uno dei campi di azione della Medicina Estetica tesa alla costante educazione che permettere a ciascun individuo una gestione razionale del proprio patrimonio biologico con programmi di igiene mentale, fisica e alimentare.
E’ stato inoltre rilevato che il limoncello e l’olio di semi di vinaccioli possiedono attività di inibizione dell’elastasi, enzima di degradazione dell’elastina, proteina che rientra nella struttura fondamentale del derma ed é responsabile di idratazione, tono ed elasticità.
E’ stata esaminata l’attività antiossidante del limoncello come trattamento preventivo dell’invecchiamento della pelle e della formazione di pieghe cutanee.

venerdì 26 giugno 2009

I meccanismi che ci inducono a Pensare

Le quattro vie che portano alla coscienza

La visione del mondo, le emozioni,
gli stimoli primari, la percezione del proprio corpo



La «mente» è ciò che il cervello fa. Ci sono persone per le quali tale affermazione suona assurda e inaccettabile e altre, compresa me, per le quali non fa una grinza ed è, anzi, perfino ovvia. Temo che questi due gruppi di persone non potranno mai capirsi.
A volere essere precisi la mente è in effetti solo parte di ciò che il cervello fa: quest'ultimo infatti respira e metabolizza zuccheri, ma noi non definiamo mente tali attività. Né definiamo mente molte altre funzioni complicatissime del nostro cervello come quelle di seguire con lo sguardo un uccello in volo o di portarsi un cucchiaio alla bocca. Noi chiamiamo mente ciò che di più alto, cioè a noi più gradito, il cervello fa.
La coscienza, ci permette di sapere dove siamo in questo momento e di sapere che lo sappiamo.
Qualcuno infatti la considera la coscienza appannaggio esclusivo della nostra specie, mentre altri pensano che il soddisfacimento dei bisogni biologici essenziali come la fame, la sete, il sonno, il bisogno d'aria, l'appetito per i diversi sali minerali, nonché la percezione del dolore e il desiderio sessuale abbiano preceduto di gran lunga la comparsa della coscienza e che, forse, possano dirci qualcosa di molto interessante anche su di essa.
La coscienza primaria sarebbe capace di «creare una scena», cioè una mappa interiore degli eventi, sulla quale poi lavorare per impostare un ragionamento o un'azione. Il mondo emotivo, per quanto ridotto all'essenziale, vede la coscienza primaria come un nodo di sensazioni e risonanze emotive sulle quali si può poi costruire tutto il resto. Il contatto continuo con questa nostra interiorità «corporea» starebbe quindi alla base dell'emergere di una coscienza di sé che dovrebbe poi arricchirsi di tutti gli altri elementi che conosciamo. Il nostro complesso, intellettualizzato e autoconversante modo di vivere la coscienza in ogni frangente della quotidianità dipende anche dalla percezione che ognuno di noi ha dello stato di tensione dei muscoli del proprio corpo e che mi permette di rendermi conto di stare in posizione eretta oppure di stare seduto, comodo o scomodo, oppure sdraiato o in bicicletta o in macchina, in procinto di compiere questa o quella azione. La coscienza è quindi il modo nel quale la percezione del mondo esterno, ma anche delle condizioni momentanee del mio proprio corpo, diviene una cosa «mia», interiore, omogenea a tutto ciò che già vi si trova, e «utilizzabile». Per cosa? Per poter «agire», materialmente, mentalmente o anche solo attraverso un'espressione verbale andare allo sportello 4 o 5 del CPI con il Certificato d’invalidità e con il documento delle abilità residue e poi prenotare il colloquio previsto dalla Legge 68/99.

mercoledì 13 maggio 2009

lunedì 4 maggio 2009

Intendo diventare Imprenditrice di un settore in crescita


Intendo realizzare o meglio ripristinare il sistema tradizionale negli allevamenti di suini, il semibradismo. Questa pratica l'avevo abbandonata negli anni sessanta a vantaggio di sistemi di allevamento più redditizi e facili da gestire, comunemente chiamati intensivi, oggi però si può riproporre offrendo sia il vantaggio economico per certi ambiti territoriali e sia un vantaggio d’immagine perché si sposerebbe bene con quella che è l’immagine che penso più adeguata all’incrocio Domanda Offerta ovvero attenzione alla salubrità dell’habitat naturale, alla coltivazione agricola biologica e quindi alla difesa delle tradizioni.

Un suino che grufola nel terreno in cerca di tuberi e ghiande è una delle immagini più significative e suggestive per promuovere non solo i prodotti derivati del maiale ma anche tutti i prodotti di un territorio; dotarsi di queste forme d’allevamento può essere una chiave di lettura biologica per il nostro Incrocio Domanda Offerta.

Con la pratica del semibradismo, in sostanza, si permette al suino di vivere secondo il suo naturale ed abituale istinto di sopravvivenza e riproduzione, con un controllo saltuario dell’uomo.

La problematica più pressante in questi quasi tre anni di attività è il reperimento, da parte di macellai e piccole salumerie di maiali allevati secondo metodi di agricoltura ed allevamento biologico.

Mentre i contadini continuano ad allevare in modo naturale quei pochi maiali soprattutto per soddisfare le esigenze di consumo proprie e per piccole vendite ad amici, per un consumo più ampio manca la materia prima che abbia il requisito della naturalità.

Qui si Inserisce il Servizio d’Incrocio Domanda Offerta. Il Servizio specializzato valuterà il curriculum del candidato per quanto riguarda l’alimentazione che dev’essere adeguata e bilanciata, vietando categoricamente ormoni della crescita, antibiotici, mangimi contenente prodotti OGM (organismi geneticamente modificati), farine e ceneri di provenienza animale.

Per quanto riguarda le condizioni di vita il maiale deve avere spazio sufficiente per deambulare grufolare.

giovedì 30 aprile 2009

La motivazione personale


Tre persone erano a lavoro in un Centro per l'Impiego. Avevano il medesimo compito, ma qundo fu chiesto loro quale lavoro svolgessero le loro risposte furono diverse.

"Faccio colloqui" rispose il primo.

"Faccio Incrocio Domanda Offerta", disse il secondo.

"Partecipo alla costruzione di una Cattedrale" rispose il terzo.

mercoledì 15 aprile 2009

Con lui mi lascia un pezzo della mia gioventù


Dopo 38 anni di carriera Stefano D'Orazio lascia i Pooh
Prima dell’addio un album in uscita l'8 maggio con Dodi Battaglia, Red Canzian e Roby Facchinetti
Ecco una foto di repertorio della prima formazione dei Pooh. L'ultimo a destra è Riccardo Fogli che lasciò il gruppo nel '73 (Archivio Corriere della Sera)ROMA - Dopo 38 anni di carriera con i Pooh, il batterista Stefano D’Orazio lascia il gruppo. Prima dell’addio, però, darà vita insieme ai suoi tre compagni - Dodi Battaglia, Red Canzian e Roby Facchinetti - a un nuovo disco in uscita l’8 maggio e a un nuovo tour in partenza il 24 luglio.

sabato 28 marzo 2009

mercoledì 25 marzo 2009

martedì 17 marzo 2009

Nasce l' Associazione" Aiutiamola!!"


L'associazione AIUTIAMOLA!!!

Associazione per la tuela dei Responsabili in difficoltà


ha il piacere di invitarLa alla
Tavola Rotonda


CPI, Scienza e Creatività
Un approccio creativo al Collocamento
Un'occasione rivolta a MIGLIORARE IL SERVIZIO
per un nuovo modo di fare


MERCOLEDì 25 MARZO 2009
alle ore 09.00
Sala ARANCIONE
Sede del CPI

Un incontro dedicato ad OPERATORI e RESPONSABILI sulla possibilità di pensare al CPI come ad un'esperienza fatta di un sempre maggior radicamento nella città, della solidarietà attiva dei COLLEGHI quali co-protagonisti del progetto educativo e culturale di REINSERIMENTO LAVORATIVO.

Parteciperanno all'incontro:

Giancarlo Galeazzi, Giornalista sportivo esperto di collocamento
Lamberto Sposini Esperto del settore interviste per approfondire il colloquio d’aiuto
Sandro Piccinini, Conduttore di Controcampo Programma in Convenzione di programma.
Maria De Filippi, Esperta di Politiche giovanili
Maurizio Costanzo marito di Maria De Filippi nonché esperto di numeriche
Paolo Limiti, Esperto di come si lavorava prima
Ficarra & Picone Da poco usciti con il nuovo film “La Matassa al CPI”
Giovanni Muciaccia conduttore dei laboratori di Art Attak del CPI,



"Ognuno di noi che lavora al CPI ha imparato sul campo che molte cose possono essere attinte dal patrimonio culturale, molte da teorie ed esperienze, molte dalla letteratura, dall'arte, dall'economia, dalla ricerca scientifica e tecnologica: ma molte cose nascono per intuizione, per gusto, per etica e scelta di valori, per ragioni ed opportunità che in parte controlliamo ed in parte no e che solo in parte sono suggerite dal nostro stesso mestiere di vivere. E tuttavia in questa costellazione in bilico tra teorie e pratiche stabili e instabili, necessarie, possibili e persino accidentali e tra oscillazioni, squilibri e persino avversità delle politiche sociali, restano margini e libertà di uso della nostra intelligenza, passione e creatività"


Ingresso libero

E’ gradito l’Incrocio domanda offerta

mercoledì 4 marzo 2009

Chiedo aiuto all'intelligenza Collettiva!!! Io da sola non ci arrivo!!!



A volte è più efficace individuare la soluzione di un problema ricorrendo alla conoscenza detenuta da molte persone piuttosto che fare affidamento alla saggezza di pochi.

L’aggregazione della conoscenza è particolarmente utile quando si presentano le tre seguenti tipologie di dilemmi:

  1. COGNIZIONE: problemi che hanno una risposta definitiva che si possono predire considerando le informazioni disponibili e quelle mancanti.
  2. COORDINAMENTO: laddove la soluzione ha effetto su un gruppo e la sua ricerca è più efficace se emerge grazie al fatto che ciascuno agisce nel proprio personale interesse.
  3. COOPERAZIONE: quando la soluzione ottimale ha effetto su un gruppo e dipende dalla fiducia che si instaura tra i suoi membri sicchè ciascuno percepisce l’esistenza di un interesse collettivo che è superiore a quello individuale ( per esempio le iniziative senza fine di lucro).

Questo tipo di problemi possono essere più efficacemente risolti sollecitando la partecipazione di molte persone che hanno una conoscenza parziale del problema. La combinazione di tutte le opinioni espresse, infatti , produce una soluzione che è generalmente migliore rispetto a quella generata interpellando un piccolo numero di esperti.

DIVERSITA’ INTELLETTUALE: poiché è necessario che vi siano diverse opinioni e prospettive e che ognuno apporti il suo “piccolo” pezzo di conoscenza alla risoluzione del problema.

  1. INDIPENDENZA: giacchè chi partecipa deve poter pensare senza condizionamenti e non essere influenzato direttamente da ciò che gli altri membri del gruppo pensano.
  2. DECENTRALIZZAZIONE: perché essa favorisce la specializzazione e la diversità
  3. AGGREGAZIONE dal momento che è necessario che le singole opinioni espresse contribuiscono a formare una sola opinione collettiva

venerdì 27 febbraio 2009

COPIONE DI CAMOMILLA PAZZA



SENSAZIONI:

“Mi sento molto imbrogliata”

“Mi sento molto stretta”

“Intrappolata”

EMOZIONI:

- Paura di far quel che le viene chiesto e di essere responsabile dei litigi dei colleghi >>>>> senso di colpa.

- Paura che il Capo si arrabbi e la picchi

- Delusione, disillusione perché nessuno dei suoi colleghi mantiene le promesse fattele

Rabbia per essere stata tradita dai colleghi.

CONVINZIONI:

(Posizioni di vita)

- Non mi fido di nessuno >>>>> “Io non sono OK, tu non sei OK”

-Scelta di situazioni in cui essere messa in mezzo

-Ai colleghi non importa niente di lei, non è importante per loro.

SOLUZIONE:

(Di copione)

“Non dirò più niente” ai colleghi per non farsi mettere in mezzo

DECISIONE:

(di copione)

Non dirò mai più niente, non mi fiderò più di nessuno

CONCLUSIONE:

(di copione)

Non posso dire niente ai colleghi perché litigano e mi mettono in mezzo

TIPO DI COPIONE:

Perdente. Non realizza l’obiettivo dichiarato. Continua a farsi mettere in mezzo scontentando tutti e soprattutto lei.

BISOGNI:

Di essere bambina

Di fidarsi

Di non essere tradita

lunedì 23 febbraio 2009

Con Marco Carta da Culo che vince Sanremo un altro Svantaggiato sistemato


Il mio artista preferito, lui che mi ha fatto ringiovanire, lui che sa parlare al mio cuore: Marco Carta. Eccolo in tutto il suo splendore, bello, bellissimo, elegante come si conviene ad una manifestazione così importare, lui che inizia realizzare un altro grande sogno, cantare tra i grandi in quel di Sanremo. Il mio cuore sobbalza, trattengo il respiro, non riesco a spiccicare parole. A casa mia c'è un silenzio irreale (di solito non siamo silenziosi), e lì in mezzo a quel palco bellissimo, ad un'orchestra fantastica il mio... il nostro Marcolino inizia a cantare. La sua voce si diffonde in quel teatro dapprima timida, quasi sottovoce, poi sempre più sicura sempre più potente, sempre più graffiata, e va... va... tocca tutte le corde del cuore, è bella, proprio bella, e Marco è grande. Il nostro grande artista ha spiccato il volo, ha vinto l'emozione, ha cantato da favola. È diventato grande! All'improvviso la tensione accumulata durante tutta la sera si scioglie, sono felice, tranquilla.

martedì 10 febbraio 2009

Senza Titolo

A volte c'è chi si mette a fare battaglie mettendo in gioco se stesso e i suoi sentimenti per coloro che seguiranno. Mi piacerebbe vivere in un paese diverso, dove cose come quella della famiglia Englaro siano trattate, come dovrebbe essere, secondo coscienza di ognuno. Senza diventare la solita, schifosa, scusa per fare un po' di lotta politica... magari in televisione. Senza fare la corsa a chi è più mangiaparticole.
Questa società, che ci considera dei deficienti che vanno guidati, corretti, controllati, indirizzati ma non pratica e insegna più il rispetto delle persone in quanto tali, con i loro pregi e difetti, capaci di decidere mi fa schifo.
E da genitore lasciamo perdere il dolore che suscita anche solo pensare ad una cosa del genere.

lunedì 2 febbraio 2009

Io. Donna Manager vi trascorrono in media 80 minuti al giorno


C'era una volta il bagno, o il gabinetto, o la toilette, o come si preferisce chiamare quel luogo della casa o dell'appartamento dove si andava (quando ho smesso di andare nella baracca in cortile ) armati al massimo del giornale o di un libro non troppo voluminoso, per farsi gli affari propri. Il tempo della funzionalità igienica, con piccole indulgenze di lettura, è stato ucciso da una delle più micidiali epidemie scatenate dalla modernità, il "multitasking", che tradotto vuol dire semplicemente fare più cose contemporaneamente. Dietro quella porta chiusa, o aperta, o trasparente, faccio di tutto e non pensate male. Nell'ossessione di non sprecare neppure un minuto in attività banali e improduttive come lavarsi la faccia o tirare lo sciacquone, in bagno leggo la posta elettronica, ascolto musica dall'iPod, parlo al telefonino, guardo la tv, leggo, e non è chiaro quale delle sei o sette mani delle quali sono dotata da madre natura adopero per lavarmi i denti o asciugarmi la faccia. L'88 per cento delle volte che vado in bagno utilizzo qualche arnese elettronico in bagno o al gabinetto, e non mi riferisco allo spazzolino computerizzato a multivelocità antiplacca e gengivite. Una su tre ricevo o faccio telefonate, probabilmente evitando di spiegare all'interlocutore da dove chiami. Una su quattro guardo la tv, mentre consulto la posta sul portatile o sull'odioso palmare. Io consumo in media 80 minuti al giorno, un'ora e venti, in bagno, contro i trenta minuti medi di mio marito, una differenza di quasi un'ora che non si giustifica soltanto con la seccatura del farsi e rifarsi la faccia o di lavarsi i capelli. Io ammetto apertamente di farlo per riconquistare un'isola di tranquillità, un'oasi nel mare in tempesta di famiglie, soggetti svantaggiati, incroci domanda offerta, arroccandosi dietro il fatto che neppure oggi si osa davvero disturbare l’operatrice quando è chiusa in bagno. Dunque non esiste una maniera politicamente corretta di sistemare il rotolo, di gettare la carta o di utilizzare il bagno e il gabinetto. L'essenziale è non confondersi di mani, nel furioso "multitasking" di attività diverse che ci travolgono. Sarebbe spiacevole gettare nella tazza l'iPod e cercare di pulirsi con il telefonino.

mercoledì 14 gennaio 2009

Amico fragile



Fabrizio era innanzitutto la sua voce, una voce che si riconosceva all’istante come quella, antichissima e vivificante, di un cantore di razza. Si potrebbe anche trovare tre o quattro aggettivi per descriverla, ma sarebbe inutile, perché quel timbro era così unico, inconfondibile, inimitabile ad apparire necessario. E la necessità è qualcosa che non appartiene soltanto al mondo della musica: la sua voce non era mai estranea a ciò di cui parlava. Era una voce etica.
Meravigliosa incertezza che gli ha consentito di migliorarsi in continuazione, di crescere e di affinare quel senso etico. Più che la negazione, coltivava il dubbio. Fabrizio di certezze non ne conosceva, dato che tutte gli apparivano egualmente fragili.