Iniziative stimolanti infinitamente inutili

lunedì 2 febbraio 2009

Io. Donna Manager vi trascorrono in media 80 minuti al giorno


C'era una volta il bagno, o il gabinetto, o la toilette, o come si preferisce chiamare quel luogo della casa o dell'appartamento dove si andava (quando ho smesso di andare nella baracca in cortile ) armati al massimo del giornale o di un libro non troppo voluminoso, per farsi gli affari propri. Il tempo della funzionalità igienica, con piccole indulgenze di lettura, è stato ucciso da una delle più micidiali epidemie scatenate dalla modernità, il "multitasking", che tradotto vuol dire semplicemente fare più cose contemporaneamente. Dietro quella porta chiusa, o aperta, o trasparente, faccio di tutto e non pensate male. Nell'ossessione di non sprecare neppure un minuto in attività banali e improduttive come lavarsi la faccia o tirare lo sciacquone, in bagno leggo la posta elettronica, ascolto musica dall'iPod, parlo al telefonino, guardo la tv, leggo, e non è chiaro quale delle sei o sette mani delle quali sono dotata da madre natura adopero per lavarmi i denti o asciugarmi la faccia. L'88 per cento delle volte che vado in bagno utilizzo qualche arnese elettronico in bagno o al gabinetto, e non mi riferisco allo spazzolino computerizzato a multivelocità antiplacca e gengivite. Una su tre ricevo o faccio telefonate, probabilmente evitando di spiegare all'interlocutore da dove chiami. Una su quattro guardo la tv, mentre consulto la posta sul portatile o sull'odioso palmare. Io consumo in media 80 minuti al giorno, un'ora e venti, in bagno, contro i trenta minuti medi di mio marito, una differenza di quasi un'ora che non si giustifica soltanto con la seccatura del farsi e rifarsi la faccia o di lavarsi i capelli. Io ammetto apertamente di farlo per riconquistare un'isola di tranquillità, un'oasi nel mare in tempesta di famiglie, soggetti svantaggiati, incroci domanda offerta, arroccandosi dietro il fatto che neppure oggi si osa davvero disturbare l’operatrice quando è chiusa in bagno. Dunque non esiste una maniera politicamente corretta di sistemare il rotolo, di gettare la carta o di utilizzare il bagno e il gabinetto. L'essenziale è non confondersi di mani, nel furioso "multitasking" di attività diverse che ci travolgono. Sarebbe spiacevole gettare nella tazza l'iPod e cercare di pulirsi con il telefonino.

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